sabato 31 agosto 2013

Rebeldes sirios confirman a una periodista su implicación en el ataque con armas químicas

Insurgentes sirios han confirmado en una entrevista con un corresposal de AP, que realizó su propia investigación, su responsabilidad en el ataque con armas químicas a las afueras de Damasco el pasado 21 de agosto, que tachan de "accidente".

Rebeldes sirios de Guta, en los suburbio de Damasco, han declarado a la periodista de Associated Press, Dale Gavlak, que ellos fueron los responsables por el accidente con armas químicas de 21 de agosto que los países occidentales atribuyen al Gobierno de Bashar Al-Assad. Los rebeldes le dijeron que el accidente con armas químicas se produjo por el mal manejo de las armas químicas que les proporciona Arabia Saudita.

"En numerosas entrevistas con los médicos, residentes de Guta, los rebeldes y sus familias [...] muchos creen que ciertos rebeldes recibieron armas químicas del jefe de la Inteligencia saudí, el príncipe Bandar bin Sultan, y que fueron los rebeldes los responsables de llevar a cabo el ataque con gas [mortal]", escribe Gavlak.




Los rebeldes dijeron a Gavlak que no estaban propiamente entrenados sobre cómo manejar las armas químicas o incluso que no les habían dicho que las armas eran químicas. Según el testimonio de los rebeldes, las armas iban destinadas al Frente Al Nursa, grupo afilado a Al Qaeda.

Al mismo tiempo, decenas de rebeldes confirmaron Gavlak que los financia el Gobierno saudí.

La informacion obtenida por Dale Gavlak contradice completamete a los pretextos que airea EE.UU , que el viernes se refirió a la "alta confiaza" que le merecen las pruebas que dice tener en su poder y que -afirma- implican a Al Assad en el ataque con armas químicas.

Dale Gavlak ha sido corresponsal en Oriente Medio para la Associated Press durante dos décadas. También ha trabajado para la Radio Pública Nacional (NPR) y ha escrito artículos para la BBC.


Fuente: ActualidadRT

venerdì 30 agosto 2013

Il Maestro Claudio Abbado: «Cuba, Paese all’avanguardia. Lo sa anche Veronesi»


Il maestro Abbado, tra i primi firmatari dell’appello pro Castro, risponde alle critiche.
di Claudio Abbado - abbadianidc.espero.it

Girando il mondo, in tanti anni di lavoro, ho sempre cercato di trovare i lati positivi di ogni cultura. Per imparare qualcosa di nuovo, per crescere: in fondo siamo tutti un po’ ignoranti. Prima Vienna, poi Berlino e Londra, e poi ancora il Venezuela e Cuba: in queste e altre tappe ho cercato costantemente di venire a contatto con gli aspetti più validi, più forti, più importanti di quei Paesi. L’uomo, per sua natura, è portato invece a distruggere o fare emergere quasi esclusivamente i lati negativi delle altre civiltà. Mi sembra lo si stia facendo ora con Cuba.

Conosco Cuba, ci sono stato più volte e ci tornerò. Perché, mi chiedo, non vengono rese note le cose positive di una cultura come quella cubana? Proviamo a mettere da parte, almeno per una volta, la strumentalizzazione politica che si tende a fare di ogni cosa e proviamo a riportare semplicemente dei fatti. Stranamente delle cose più valide che ci sono a Cuba non si parla mai. Cominciamo dalla ricerca medica, che a Cuba è all’avanguardia. C’è un dottore, Gregorio Martinez Sanchez, che sta lavorando alla ricerca per debellare il cancro e che ha «scoperto» una nuova e, a quanto pare, importante cura. Solo che, piccolo dettaglio, ha anche bisogno di poterle realizzare, di metterle in pratica queste sue ricerche. L’ho fatto sapere al professor Umberto Veronesi, che qualche settimana fa mi ha scritto una lettera, in cui dice che appoggerà il progetto di questo medico cubano.

Lo farà perché lo ritiene giusto. Ma la ricerca medica all’avanguardia non è l’unico aspetto fortemente positivo di quest’isola. A Cuba, forse i potenti se lo dimenticano, non esiste l’analfabetismo, che è invece assai diffuso in molte altri parti del mondo. A Cuba con un po’ di terra libera, non ci si mette a speculare: loro preferiscono fare degli orti enormi, che serviranno poi a tutti (esempio che è stato ripreso poi da altre nazioni). Sono tornato recentemente all’Avana e ho visto che in cinque anni ci sono stati miglioramenti dal punto di vista del restauro per case e piazze. A dicembre ho portato la Mahler Chamber Orchestra per dei concerti, a gennaio l’Orchestra Giovanile Simón Bolívar, di cui facevano parte anche 44 cubani. C’è uno scambio bello e proficuo fra il Venezuela e Cuba. Uno scambio legato alla musica e al balletto.

Il Venezuela è più avanti dal punto di vista della formazione musicale, grazie al sistema di Antonio Abreu che coinvolge 240.000 (duecentoquarantamila!) giovani salvati dalla strada e Cuba invece è più avanti dal punto di vista del balletto: il loro è uno scambio culturale per imparare a vicenda, per crescere, come dicevo prima. Il fatto poi che ho portato quei 44 musicisti cubani a Caracas e che l’anno prossimo li porterò con tutta l’orchestra in Europa, smentisce che i cubani non possono uscire. Cinque anni fa sono stato a Cuba con la Mahler Jugend Orchester e abbiamo portato materiale, corde e strumenti musicali, che lì mancano, perché, non dimentichiamolo, è un paese povero e in quanto povero andrebbe aiutato, non attaccato. C’è poi un gruppo di bravissimi musicisti cubani, ‘Ars Longa’, che ho voluto sostenere e che vengono regolarmente invitati al Festival Gesualdo in Basilicata. Li abbiamo fatti conoscere l’anno scorso attraverso una tournée che ha toccato anche Bari, Matera, Roma e Bologna.

Insomma Cuba è anche questo, non è solo Guantanamo, che è invece una prigione USA. Mi chiedo anche perché non si parla quasi mai di nuove idee e realtà italiane, a mio avviso, molto importanti per l’ecologia e per l’ambiente, come i treni con nuovi locomotori che trasportano i Tir, o altri camion, attraverso il Brennero, da Monaco di Baviera a Innsbruck, Bolzano, Trento, Verona con nuovo innesto dal Veneto all’Emilia Romagna. Oppure di quella cittadina vicino a Trento che sta realizzando un progetto impostato sul traffico e riscaldamento totale con l’utilizzo di energie naturali (pannelli solari, idrogeno). Questa cittadina ha vinto fra l’altro il primo premio per il miglior progetto in Europa.

[Si ringrazia per l'utile segnalazione Fabrizio Verde]


Fonte: http://albainformazione.wordpress.com/2013/08/30/maestro-claudio-abbado-cuba/

Siria: Putin sputtana Obama e consegna all’ONU le immagini dei satelliti russi


Siria – Putin Smaschera il Piano del NWO. I satelliti Russi forniscono la prova definitiva all’ONU sull’innocenza di Assad e le responsabilità di USA e Arabia Saudita.

Damasco, Mosca, New York – Vladimir Putin ancora una volta fa centro, e sbugiarda i signori del Nuovo Ordine Mondiale: la strage in Siria? Non è stato Assad, ma i ribelli Salafiti, appoggiati dal governo Saudita e dagli USA con i suoi alleati. La prova “finale” è stata fornita nelle ultime ore dal Cremlino al Palazzo di Vetro dell’ONU. Si tratta di video e foto che illustrano come i satelliti russi abbiano fatto luce sul fatto che i razzi che hanno causato l’ultima strage in Siria (1300 morti) non sono partiti da Damasco o dalla Siria, ma da territori di pertinenza di gruppi Salafiti: ovvero dei cosiddetti “ribelli-mercenari” al soldo di Arabia Saudita e USA.

Washington? Non poteva non sapere!

Secondo Mosca, Washington non poteva non sapere, visto che i satelliti USA sono efficienti quanto quelli russi. E allora perchè tutte queste menzogne? Beh, dinnanzi a quest’ennesima prova regina, l’ONU e lo stesso Ban-Ki Moon dovranno prendere atto della situazione e smentire, zittire, tutti i media di regime che da giorni danno adito a queste diaboliche falsità! Ma con che faccia – ci chiediamo – andranno in giro per la penisola italiana i vari direttori dei TG di regime? Con che faccia si guarderanno allo specchio? per non parlare dei “politici”, ovviamente! politici impegnati a parlare del caso “Berlusconi”, come se il resto fossero bazzecole. Ma i maestri della distrazione di massa, si sa, sono sempre all’opera!

Obiettivo? Guerra Mondiale per un Nuovo Ordine.

Tra i dati più palesi, sicuramente il fatto che le milizie ribelli in Siria – ora è ufficiale – sono armate e manovrate da Arabia Saudita ed alleati, che mirano ad innescare una nuova Guerra Mondiale. Tali prove, tra l’altro coincidono perfettamente con le testimonianze raccontate in questi mesi, e con l’ultima drammatica testimonianza di Padre Daniel Maes, cui passaggi più delicati vi riproponiamo di seguito:

Damasco – La testimonianza di Padre Maes.

“Qualche anno fa, quando siamo venuti qui in Siria, non abbiamo incontrato una società politica perfetta, ma abbiamo incontrato una società prospera e sicura e abbiamo anche esperimentato l’uguaglianza tra tutti i gruppi religiosi. C’era anche la libertà di religione, l’ospitalità e c’era anche una sana vita di famiglia. Nella vita pubblica, discriminazione, furto e criminalità non erano noti. All’improvviso sono apparse le più orribili atrocità. Si massacrava, si saccheggiava e c’erano attentati in tutto il Paese. La società abbastanza armonica si trasformava in un incubo.

Lo Zampino dei Signori del Male e le Rivelazioni del Generale Clark.

La “primavera” diventava un “caos”. La stampa informava che c’era una rivolta spontanea di un popolo da tanto tempo oppresso. Chi aveva una profondità più spirituale, aveva già notato dall’inizio che questa era una menzogna. I nemici avevano già da qualche tempo seminato questa zizzania, che adesso si manifestava chiaramente. Wesley Clark, un generale Americano, ha ammesso che la guerra in Siria era già stata progettata– insieme con quattro altri paesi – subito dopo gli attentati alle ”Twin Towers” a New York. Nel frattempo hanno distrutto l’Iraq sotto il motto di “Libertà per Iraq”! E’ uno dei più grandi crimini contro l’umanità nella storia recente. Rimarranno ancora cristiani in Iraq, a fronte dei 1,3 milioni di cristiani nel 2003? Una cosa simile è successa anche in Libia, che oggi fa pure parte della “collezione primaverile araba ” dell’Occidente. E che pensate dei cristiani in Egitto, Afghanistan e Siria?


Fonte: informatitalia.blogspot.com

mercoledì 28 agosto 2013

Siria: la linea rossa di Vladimir Putin

di Massimo Mazzucco

Pubblicato in data 30/giu/2013
Un video shoccante dei ribelli siriani mette in difficoltà il tentativo USA di intervenire in Siria.


Canción "LOS NIÑOS de SIRIA" ... Muuuy emotiva.... SUBTÍTULOS ESPAÑOL

Pubblicato in data 19/giu/2012
Preciosa canción dedicada a los niños de Siria. Esta es su infancia.


martedì 27 agosto 2013

Agghiacciante: la foto dei bambini messi sotto ghiaccio per avere il tempo di preparare la messinscena


Ecco un documento agghiacciante. I bambini messi sotto ghiaccio per conservarne i corpi per almeno due giorni. Queste piccole vittime innocenti erano stati uccise col gas dai mercenari atlantisti in luoghi diversi. Dovevano poi essre radunati nel luogo della sceneggiata e sembrare uccisi da poco. Per conservarne i corpi, con quelle alte temperature, sono stati messi sotto ghiaccio. Ricordiamo che le prime immagini del massacro hanno cominciato a circolare il giorno 20, quando il massacro dovrebbe essere avvenuto, secondo questi delinquenti, il giorno 21. Per cui le foto erano disponibili un giorno prima dei fatti....


Nel testo si dice 21 Agosto, ma l'occhielllo in rosso evidenzia la data di pubblicazione, il 20.

Fonte

lunedì 26 agosto 2013

Salsa House En Cuba - Descarga En Callejón De Hamel

Jam-session in Callejón de Hamel, Havana, December 2011.
Music: Elio Revé y su Charangón, Agua pa' Yemayá
www.salsahouse.fi


lunedì 5 agosto 2013

Mister B., l'egocentrico irresponsabile sognatore che, come Mussolini, ha ridotto in macerie l'Italia!

Berlusconi è un po' come Mussolini: un egocentrico sognatore, tanto potente quanto irresponsabile. Anche il Duce veniva acclamato dalle folle quando parlava, le infervorava dall'alto del suo piedistallo fatto di egocentrismo esasperato, dicendo anche molte cose giuste, quelle che la gente voleva sentirsi dire...; ma poi alla prova dei fatti, quando si tratto' di metterle in pratica, egli fece tutt'altro. Il suo smisurato egocentrismo lo tradì: proprio lui, che inizialmente era stato socialista, tacque di fronte alle violenze delle camìce nere contro socialisti e partigiani e anzi le avvallo' ; non aveva previsto l'alleanza con Hitler ma poi per convenienza la fece (Berlusconi ha fatto una cosa simile facendosi amico di Gheddafi e Putin); dall'elogio dell'autarchia passo' a trascinare l'Italia in una guerra coloniale disastrosa in Abissinia, dove dapprima promosse i rapporti tra le truppe e la popolazione locale di colore, per poi fare marcia indietro di li a poco; firmo' infine le leggi razziali contro gli ebrei, seppur controvoglia, solo per compiacere Hitler.
Anche Berlusconi in un certo senso è "tutto chiacchiere e distintivo", nel senso che dice molte cose giuste e condivisibili, ad esempio riguardo all'annoso problema della giustizia in Italia. Ma poi, porca zozza, quando e' stato Presidente del Consiglio (lui preferiva farsi chiamare così anzichè Primo Ministro, penso perchè includeva la parola Presidente, che a lui piace), con una maggioranza di governo quasi assoluta in Parlamento, con quasi 20 anni di potere quasi assoluto a disposizione (dalla sua "discesa in campo nel 1992 fino al 2011) per mettere in pratica queste sue idee, perchè non l'ha fatto? Semplice, perchè quando deteneva il potere ha preferito fare i suoi di interessi invece di quelli del paese. Mi stupisco ancora oggi che ci sia gente in Italia che lo venera come un Dio e gli crede quasi ciecamente dopo tutte le promesse che ha disatteso. Poveri stupidi italiani, perennemente creduloni, sognatori e nostalgici!

sabato 3 agosto 2013

Financial Times: "Cala il sipario sul buffone di Roma"


ROMA - Duro editoriale del Financial Times all'indomani della sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato la condanna a quattro anni per la sentenza Mediaset nel confronti dell'ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "Cala il sipario sul buffone di Roma", scrive il quotidiano finanziario della City, per il quale "dopo il verdetto il Senato dovrebbe cacciare Berlusconi" che "ha accusato i magistrati di parzialità politica" nei suoi confronti "ma non è riuscito a produrre alcuna prova a sostegno delle sue affermazioni".

"Alcuni ritengono che il reato per il quale Berlusconi è stato condannato è poca cosa rispetto all'enorme quantità di tasse che paga -si legge nell'editoriale- ma non è mai corretto ingannare il fisco. I politici hanno una particolare responsabilità nel dare l'esempio, specialmente in Italia, dove la diffusa evasione fiscale è una delle principali ragioni del terribile stato delle finanze pubbliche ". Per il Financial Times, "i giudici di Roma dovrebbero essere lodati per la loro indipendenza" e "il verdetto dimostra che nessuno è al di sopra della legge".

"Se Berlusconi avesse un briciolo d'onore, ora darebbe le dimissioni. Risparmierebbe ai suoi colleghi senatori l'imbarazzo di dover espellere un ex primo ministro". Infine, per il FT, che ricorda come l'ex premier abbia già promesso battaglia e che molti membri del suo partito potrebbero seguirlo, in Italia "i tempi sono maturi per l'emergere di un partito di destra che sia pronto a liberarsi del frenetico populismo di Berlusconi per abbracciare il liberismo economico. Dopo anni di inefficace protagonismo, l'Italia ne beneficerebbe molto", conclude l'editoriale. 


Fonte

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